Menu Chiudi

Prima Avventura [ D&D5e ] : luci e ombre | Recensione

Ci è giunta in redazione una copia gratuita di Prima Avventura, un’avventura per D&D5e scritta da Leonardo Benucci e disponibile in formato digitale su DMSGuild al prezzo di circa 4,50€ nelle lingue italiano, inglese e spagnolo. E’ anche possibile ottenere il modulo per Fantasy Grounds al prezzo di circa 8€.

Prima Avventura è stata scritta per giocare una lunga one-shot oppure per due brevi sessioni di alcune ore. Narra la storia di un gruppo di ragazzini che vivono la loro prima avventura e, per una serie di circostanze, si ritrovano 17 anni dopo, ormai avventurieri capaci, per portare a termine ciò che hanno iniziato.

Dopo aver letto il materiale il mio giudizio su questo prodotto è dicotomico. Ci sono alcuni elementi che mi sono piaciuti molto, che funzionano e che dimostrano buone idee e sicuro entusiasmo. Purtroppo ci sono altri aspetti che non mi hanno convinto appieno. Pur non pregiudicando la possibilità di gustarsi l’avventura e le belle idee in essa, non si tratta di qualcosa su cui riesco a passare sopra a cuor leggero.

Quello che funziona di Prima Avventura: creatività e fotografia

Quest’avventura è molto cinematografica. E’ capace di far immergere con facilità nella storia e di far legare ai personaggi. Giocare dei bambini non è un’esperienza usuale per i giocatori di D&D e, grazie all’appendice Bambini come personaggi è possibile gustarsi un dungeon dal punto di vista dell’infanzia. Le situazioni sanno essere coinvolgenti, sia quelle d’azione che gli incontri, dove i dettagli sono capaci di suscitare emozioni semplici ma immediate. La presenza di regole apposite per alcuni momenti genera un senso di unicità che fa apprezzare il tutto. Anche il finale, che presenta anche una scena post credit, è cinematografico ed è in grado di donare maggior profondità alla lettura a posteriori delle azioni che sono state compiute.

Il nocciolo del prodotto, insomma, c’è. Man mano che leggevo le pagine nasceva in me il desiderio di farla provare e immaginavo le reazioni dei miei giocatori a determinati input della storia.

Quello che non funziona: alcune scelte poco felici

Premetto che queste considerazioni sono frutto della lettura della versione italiana. Ci sono molti tipi di lettori, per cui vorrei che fosse chiaro che questo giudizio è molto personale, ma ci sono aspetti che proprio non ho apprezzato leggendo Prima Avventura. In primis il problema dell’impaginazione, che tratterò meglio più avanti. In secondo luogo ho trovato la scrittura non piacevole sotto vari aspetti: non condivido molto alcune scelte stilistiche e di humor, avrei apprezzato un po’ più di attenzione nella stesura dei testo e prima della pubblicazione.

Per fare un esempio banale, alcune volte le abilità o le caratteristiche richieste per una prova sono indicate in maiuscolo, altre volte in minuscolo. E’ un dettaglio, ma è anche vero che basta una veloce rilettura per dare omogeneità e professionalità a un testo che, comunque, viene venduto al pubblico. La stessa mancanza di attenzione porta a scelte ortografiche e lessicali a volte un po’ povere.

Non ho particolarmente amato nemmeno alcune scelte stilistiche. Benchè l’intento fosse di facilitare l’interpretazione e favorire la comprensione di come si dovrebbe far esprimere un PNG, preferisco che mi si spieghi che un personaggio parla con un vocabolario intriso di vezzeggiativi e un po’ infantile, piuttosto che trovare scritte, peraltro in un immotivato maiuscolo, numerose parole come “puzzonottere”, “urgenzurgenzosa” o “lìlìlìpropriolìgiùdilì”. Parlerò più avanti anche della scelta dello humor.

In conclusione la mia impressione è che ci sia una bella idea e un’efficace creatività dietro un’avventura che però è stata realizzata più come una trascrizione della propria “masterata” piuttosto che come un prodotto da diffondere in vendita a giocatori e master di diverse età, culture e approcci. Sicuramente molte persone con gusti differenti dal mio troveranno in ciò che io indico come difetti dei punti di pregio.

L’impaginazione, un problema risolvibile

Solitamente parlo della grafica e dell’impaginazione in un unico paragrafo. In questo caso ho dovuto separare i due aspetti valutativi perchè hanno valore opposto. Se, come vedremo, le illustrazioni sono la parte migliore di Prima Avventura, l’impaginazione lascia proprio a desiderare. Abbiamo la classica presenza delle due colonne classiche dei testi di Dungeons and Dragons. Però la prima cosa che salta all’occhio è l’assenza dell’allineamento giustificato. In un testo così stretto, in particolare nella lingua italiana ricca di parole lunghe, l’effetto visivo e la leggibilità risentono fortemente di questa scelta.

Le caselle di testo destinate alla lettura ai giocatori sono incorniciate orizzontalmente ma non verticalmente, mancando un po’ dello stacco con il prosieguo del testo. Al contrario le caselle di testo coi consigli al master sono incorniciate solo orizzontalmente. Soprattutto queste ultime sono inspiegabilmente realizzate con un font più piccolo. Oltre a essere esteticamente bruttino, è anche scomodo perchè rende la lettura poco agevole.

La sensazione finale è che si poteva fare meglio con poco. Non dovendo mandare il prodotto in stampa alcune pagine di più avrebbero permesso di impaginare meglio. Si tratta anche di un problema risolvibilissimo, poichè le revisioni per questo tipo di prodotto digitale sono facili da fare. Mi rendo anche conto che quelle che io vedo come problematiche di impaginazione possono essere dettagli neanche notati da altri lettori.

La grafica, il fiore all’occhiello di Prima Avventura

E’ invece con estremo piacere che parlo delle illustrazioni. Sono molto belle, assolutamente azzeccate e aiutano tantissimo a rendere piacevole e coinvolgente l’avventura. Sono per lo più in bianco e nero, ma non fanno assolutamente rimpiangere i colori. Ci sono dodici illustrazioni da consegnare ai giocatori veramente accattivanti e immersive. I ritratti dei personaggi, sia da bambini che da adulti, sono molto ben realizzati. C’è estrema somiglianza tra i personaggi nelle due età e dettagli di questi disegni arricchiscono le pagine dell’avventura. Anche la copertina, col suo omaggio al film Goonies, è simpatica e attratente.

Le schede dei personaggi sono ben realizzate, facili da navigare, leggere, gestire. Un ottimo punto di forza perchè si tratta di uno degli elementi fondamentali per far apprezzare appieno una one-shot a dei giocatori.

L’unico neo che posso individuare è che si poteva fare un lavoro un po’ più curato con le mappe, che fanno comunque ottimamente il loro lavoro.

Il target e lo humor

Non tutti ridiamo per le stesse cose. Quindi inserire della comicità in un prodotto comporta ovviamente il rischio che ci possano essere persone che non la apprezzano. Io, per quanto riguarda Prima Avventura, sono tra questi. Sono il primo che scherza al tavolo da gioco, anche con battute talmente tristi che vengo preso a spadate (reali, ma di piatto) o divengo bersaglio di lanci aggressivi di gomme [storie vere]. Però dovessi scrivere un prodotto non inserirei quel tipo di comicità, personale e situazionale, all’interno del testo ufficiale.

E così ammetto di non aver riso nel leggere in una scheda, per esempio, “la tua giara magica è un barattolo dove hai scureggiato dentro almeno 100 volte. E’ la tua arma segreta definitiva”. Apprezzo, sinceramente, il tentativo di fornire un espediente di salvataggio in chiave infantile. Così come ho già spiegato sopra di non aver apprezzato la trascrizione precisa dello stile “puccioso” con cui alcuni PNG si esprimono.

Questa difficoltà nel comprendere il registro mi ha anche portato ad avere un dubbio. Ma qual è il target di giocatori di questa avventura? Se sono giocatori adulti, ci sono elementi un po’ infantili e burloni che stonano un po’ a un trentenne al tavolo da gioco. Se invece l’avventura è stata scritta per bambini, allora avrei evitato di descrivere il monaco come “sono troppo innamorato di vino, birra e altri intossicanti”, per esempio. Anche questa volta mi rendo conto che parliamo di dettagli e di gusti, ma che ci voleva anche poco a creare un registro omogeneo.

Un ultimo pensiero su Prima Avventura

Cercando di tirare le somme mi rendo conto che lo spazio nell’articolo dedicato a trovare difetti in questo prodotto è di gran lunga maggiore delle parole spese a lodarlo. Questo vuol dire che la mia valutazione sul prodotto è gravemente insufficiente? Assolutamente no! Semplicemente quando si critica si spendono sempre un maggior numero di parole per potersi spiegare bene ed evitare di essere fraintesi. Il mio giudizio finale resta comunque positivo, pur con riserve.

A prescindere dal mio gusto personale Prima Avventura è un prodotto con delle immagini bellissime che racconta una storia molto piacevole e avvincente, ricca di situazioni e descrizioni fantasiose e intriganti. Questo è il nocciolo della valutazione. I giocatori al tavolo sicuramente vivranno una bella avventura e rimarranno soddisfatti e divertiti.

Le mie riserve sono solo per il master, che si trova un prodotto che poteva essere impaginato meglio, scritto con più attenzione e che potrebbe avere un registro non proprio nelle corde di chi legge. Sono però tutti difetti aggirabili. Una volta letta e studiata l’avventura, il master può farla sua ed è libero di proporla nella maniera a lui più congeniale. Ma la qualità del prodotto e le sue potenzialità narrative rimangono intatte.

Continuate a seguirci per leggere altre recensioni di avventure come Prima Avventura !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.