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Ryuutama: tra Natural Fantasy e JRPG | Recensione

Ci tengo a precisare di aver ricevuto una copia di Ryuutama da Isola Illyon Edizioni al fine di poterla recensire. Se in seguito a questa lettura foste interessati, potete trovarlo disponibile per l’acquisto in edizione italiana sullo store degli editori al prezzo di 35€. Ricordiamo che l’editore si è occupato della localizzazione italiana, come avevamo anticipato in un altro articolo.

Siete stufi di massacri, calamità e ogni genere di drammatica devastazione su scala mondiale? Avete voglia di staccare dai soliti eroi la cui potenza li avvicina quasi agli dei? Non ne potete più di essere quasi assuefatti da mostri orribili e trappole letali dietro ogni angolo? Bene, allora è giunto il momento di raccogliere erbe, vendere vasi e viaggiare in mezzo alla natura!

La mia non vuole essere una provocazione, ma l’introduzione ad un tipo di gioco di ruolo che abbraccia alcuni elementi classici, per poi estrarli dal loro solito contesto e portarli in un universo completamente differente e decisamente appagante. Ryuutama è un gioco di ruolo Natural Fantasy, dai toni leggeri e spensierati; viverlo trasmette un forte senso di relax, senza però rinunciare a momenti emozionanti e più concitati. E la pucciosità… non abbiate vergogna a dire che vi piace qualcosa che non siano teschi e antichi demoni!

Tra le sue ispirazioni, vista anche la palese origine nipponica, troviamo i classici JRPG, ovvero i videogiochi di origine orientale appartenenti alla categoria dei giochi di ruolo. Immaginate di prendere i primi Final Fantasy o Dragon Quest e tenere la narrazione ad un livello di potere basso, come nelle loro fasi iniziali. Contadini che devono iniziare il proprio viaggio per ritrovare un lontano parente, artigiani alla ricerca di un importante materiale per le proprie creazioni… Questo sono in generali le sensazioni trasmesse, ma andiamo ora ad analizzarle nel dettaglio.

I protagonisti delle storie

In un mondo così gioviale, da dove nasce il senso di avventura? Semplice, in Ryuutama le persone hanno la necessità di compiere un lungo viaggio nel corso della loro vita. Come già detto, non deve essere per forza qualcosa di epico, ma può benissimo essere un’estensione del loro lavoro. Quest’ultimo viene espresso attraverso il concetto di Classe (Artigiano, Cacciatore, Contadino, Guaritore, Menestrello, Mercante, Nobile) e di una sottoclasse puramente narrativa per differenziarlo dagli altri suoi simili (Contadino: allevatore, agricoltore, lattaio,…).

Questa caratterizzazione non attribuisce un vero e proprio ruolo al personaggio: esso viene definito da due altri fattori. Il primo è più meccanico ed è il Tipo (Fisico, Magico, Tecnico): indica la sua predisposizione al combattimento e ad altri fattori puramente meccanici. Il secondo aspetto che identifica ulteriormente un personaggio è il Ruolo che ha all’interno del party (Leader, Quartiermastro, Cartografo o Cronista); questa definizione non dona statistiche aggiuntive, ma stabilisce quali siano i suoi compiti e a quali schede debba badare (ma di questo parleremo dopo).

Per il resto la creazione di un PG verte anche sull’assegnazione delle quattro caratteristiche (Vigore, Destrezza, Intelligenza e Spirito). Il loro valore varia da 4 a 8 (potendo poi raggiungere un massimo di 20 con gli avanzamenti di livello) e corrisponde al dado da lanciare quando è necessario utilizzare quella statistica. Con gli avanzamenti di livello (che avvengono tramite il classico concetto di punti esperienza) possono incrementare, fino a raggiungere il 20. Allo stesso tempo si ottengono anche molte altri vantaggi, come una seconda Classe o un secondo Tipo.

E anche qua mi vien da pensare a quanto sia forte il richiamo ai primi Final Fantasy e al concetto di Job. Altri elementi da selezionare che mi portano a questa conclusione sono la scelta di un colore e di un’arma preferiti. Quanta nostalgia!

Il fattore ambientale

Tra i vari oggetti che potremo acquistare alla creazione del personaggio (oltre alle solite torcie e affini) ci sono anche gli indumenti da viaggio. Ad un occhio inesperto possono sembrare uno spreco di O (oro, la valuta del gioco), ma non fatevi ingannare! Sebbene Ryuutama nasca come un gioco non punitivo, affrontare con leggerezza i viaggi può tranquillamente risultare letale. Riflettete bene prima di scegliere una bella armatura e discapito di una funzionale mantellina anti-pioggia!

Questo gioco di ruolo pone al centro il fattore del viaggio ed esso è riprodotto attraverso alcune interessantissime meccaniche. Ogni giorno i personaggi dovranno effettuare una Prova di Condizione che determina come si sentono quel giorno. Nel caso poi stiano viaggiando saranno necessarie altre tre prove: una per vedere se avvengono incidenti, una per trovare la strada giusta e una per far campo a fine giornata. Queste quattro prove danno tutto il necessario per rendere gli spostamenti non piatti, offrendo una miriade di spunti narrativi. Tolgono anche il senso di monotonia nei viaggi di molti altri giochi (anche perché con un livello di potere basso non si avranno molte alternative al viaggio a piedi), ma ad un costo.

Queste prove si eseguono come ogni altra nel gioco, ovvero lanciando due dadi (legati a due caratteristiche scelte dal narratore) e dovendo superare una soglia detta Obiettivo Numerico (ON). In questo caso specifico l’ON dipende dall’Ambiente (tipo di terreno su cui si viaggia) e dalle Condizioni Atmosferiche. Non essere preparati può significare trovarsi in situazioni davvero spiacevoli e potenzialmente letali.

A mio avviso questa gestione degli spostamenti è eccellente perchè richiede poca preparazione per il GM (game master), rende sempre emozionanti i viaggi e rende coeso il party, evidenziando la necessità di aiutarsi a vicenda.

Il narratore di Ryuutama: il Ryuujin

Già da queste affermazioni si evince facilmente l’importanza del GM in Ryuutama. Ma a dire il vero, questa figura ha un ruolo aggiuntivo nelle sessioni, essendo “fisicamente” presente all’interno del mondo di gioco. Egli infatti gestisce un personaggio speciale (detto Ryuujin), ovvero una sorta di guida per i viaggiatori. Per comprendere meglio le sue funzioni va fatta una premessa: il mondo è fondato su quattro pilastri di una certa rilevanza, i Draghi delle Stagioni. Essi si cibano di storie e il compito dei Ryuujin è proprio quello di inserirsi nella vicende umane per poter creare storie interessanti da portare ai Draghi delle Stagioni.

Proprio come gli altri giocatori, il GM deve creare il proprio personaggio, scegliendo tra Ryuujin di diverso colore in base al tipo di storia che si vuole avere: verde per l’esplorazione, nero per gli intrighi, rosso per i combattimenti e azzurro vicende umane… a ogni gruppo le propria preferenza! E come tutto il resto in Ryuutama, non è il narratore a scegliere arbitrariamente, ma il mondo lo si crea tutti insieme (comprese le città e il resto). Per questo motivo nel manuale base non è presente un’ambientazione base; magari alcuni storceranno il naso, ma a me non dispiace “l’obbligo” di dover inventare in gruppo. A rafforzare questo aspetto, vi è una meccanica che permette al master di diventare giocatore e a un giocatore di diventare master; trovare questa possibilità esplicitata nel manuale delle regole è raro e mi ha fatto davvero piacere.

Come ogni altro personaggio ha delle meccaniche ben precise: tre forme (umana, draconica e una a scelta), un Artefatto e Punti Vista da sfruttare per donare bonus ai giocatori (Benedizioni e Risvegli, per la precisione). Anche lui sale di livello ed incrementa i suoi poteri.

Le creature del mondo di Ryuutama

Anche i mostri, come molti altri aspetti, rimandano ai già citati Final Fantasy e Dragon Quest; slime, gatti-goblin, uova con le zampette, oggetti animati, piante moleste e tante altre specie sono disponibili per mettere degli ostacoli sulla strada dei viaggiatori. Ho trovato ottimo il design delle creature, tanto da non riuscire a scegliere quali inserire. Ognuna è caratterizzata da una praticissima tabellina riassuntiva che ne delinea i dadi da utilizzare, i valori fissi, le qualità speciali e i ricavi in caso di sconfitta. Solo una cosa mi ha davvero deluso: la mancanza di immagini. A parte i simpatici gattini-goblin e i draghi (creature iconiche del sistema), non sono presenti altre creature illustrate. Peccato.

Come già anticipato i Draghi hanno un ruolo centrale. Quelli delle Stagioni sono alla base del gioco, che ruota appunto attorno al passaggio del tempo (e le stagioni scandiscono anche le scuole di magia). Ce ne sono poi molti minori, legati ai vari Ambienti; essi possono diventare Selvatici nel caso gli umani (unica razza giocabile presente sul manuale) li scaccino incautamente dai loro territori.

I nemici andranno affrontati nel classico sistema da JRPG; personaggi e avversari sono disposti su un campo di battaglia, ognuna delle fazioni divisa in prima e seconda linea. Gli attacchi in mischia solo riservati alla prima linea, lasciando la seconda più al sicuro e più adatta ai personaggi deboli. Inoltre sono presenti Elementi Ambientali, ovvero fattori da tirare in ballo per ottenere dei bonus. Per il resto il combattimento è molto semplice: ogni personaggio ha una singola azione a turno, seguendo un classico ordine di iniziative.

Il manuale e la sua arte

Il manuale è un solido volume di 226 pagine a copertina rigida; la qualità di materiali e la pregevole rilegatura sono ottime e mirate a durare nel tempo. A parte una prefazione, una postfazione, l’indici e le schede finali, il libro è suddiviso in quattro sezioni; esse sono decorate con ognuna un colore diverso legato alla stagione che rappresenta, in modo da rendere anche più agevole la consultazione.

Al suo interno troviamo immagini di ottima qualità, che già da sole varrebbero il prezzo del manuale. Hanno uno stile “fumettoso e puccioso”, passatemi i termini; alcune sono coloratissime, altre in bianco e nero. Lo stile è fortemente orientale ma denota una grande leggerezza. Non sono illustrazioni che puntano a stupire per quanto sono epiche, ma preferiscono scaldare il cuore con la loro semplicità, tenerezza e simpatia.

Un aspetto caratteristico di Ryuutama sono anche le schede. Sono tantissime. Vi sono schede per ogni cosa, ognuna con una funzione specifica e tutte volte a facilitare il lavoro dei giocatori e del narratore. Dopo averle provate posso affermare che sono buone, ma non eccelse. Alcune hanno qualche imperfezione (caselle troppo piccole, slot insufficienti…) mentre altre non sono così indispensabili e, dopo le prime sessioni, possono essere tranquillamente accantonate (soprattutto quelle per preparare la sessione, in caso di master esperti). Senza voler annoiarvi con tutto l’elenco, vi rimandiamo solo a questa pagina del sito di Isola Illyon, in fondo alla quale potrete scaricarle tutte gratuitamente. In generale però le reputo utili e ne consiglio la consultazione.

Tra i materiali scaricabili è anche presente una Errata per segnalare le correzioni da applicare per ovviare agli errori di localizzazione. Ottima iniziativa, permette di perfezionare l’esperienza di gioco e poter superare alcune sviste che, altrimenti, avrebbero finito per pesare. Grande professionalità.

Considerazioni finali su Ryuutama

Avevo qualche pregiudizio su alcune meccaniche prima di prendere in mano il manuale, ma devo ammettere che erano tutti errati. Il sistema è bello snello e ha un ottimo equilibrio tra narrazione e lato tecnico. Divertente da giocare e anche da masterare. Il fatto che il narratore stesso governi un personaggio è qualcosa di nuovo e intrigante. Anzi, questo aiuta i master alle prime armi a farsi le ossa. La sua natura semplice e piena di spiegazioni ed esempi lo rende perfetto per i neofiti. I suoi fortissimi richiami ai classici JRPG farà emozionare tutti gli amanti del genere. Il regolamente però non ricade nel banale e risulta una valida alternativa per i gruppi più navigati che vogliono concedersi un’avventura dai toni unici.

E forse è proprio questo il principale motivo che dovrebbe spingervi ad avvicinarvi ad un prodotto simile: il mood. Pochi GdR sapranno darvi simili sensazioni di calma, spensieratezza, relax e divertimento genuino. Considerando tutti questi aspetti mi sento di consigliare Ryuutama, è uno di quei giochi che andrebbe provato almeno una volta, visto anche l’onestissimo prezzo proposto per un prodotto dall’ottima longevità.

Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su Ryuutama!

2 commenti

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